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Immagini SPECT


SPECT sta per: Single photon emission computed tomography, ossia Tomografia computerizzata da emissioni di protone singolo. È una tecnica della Medicina Nucleare che permette di ottenere vere immagini tridimensionali del corpo umano, che poi possono essere analizzate al computer.

Immagini SPECT del Disordine Bipolare e della Schizofrenia

Il disordine bipolare è caratterizzato da un’accresciuta attività di tante parti della corteccia cerebrale. Dal punto di vista clinico, le scansioni effettuate durante le fasi maniacali mostrano iperattività particolarmente nella corteccia frontale laterale, nei lobi parietali laterali e temporali, è anche stato notato un aumento dell’assorbimento del medicinale radioattivo, usato per generare l’emissione di fotoni, nel sistema libico.

 

Quando una persona entra, per la prima volta, in fase psicotica è molto difficile determinare se si tratti di Schizofrenia o di Bipolarismo. Nella Schizofrenia i risultati dello SPECT mostrano attività diminuita, particolarmente nella corteccia prefrontale. Con i miglioramenti e l’uso di routine delle tecniche SPECT in pazienti “psicotici” sarà sempre più facile stabilire una diagnosi corretta; inoltre i risultati degli SPECT possono essere mostrati ai pazienti che in questo modo avranno informazioni importantissime per aiutarli a decidere di attenersi alle cure consigliate.

 

Attenersi alle cure è uno dei problemi più seri che si riscontra con molti pazienti, ma se si può dimostrare loro che esiste veramente un problema di carattere biologico alla radice della loro malattia, e che quindi non devono interrompere i trattamenti, si sarà fatto un enorme passo avanti.

 

Riportiamo alcuni esempi:

 

Disordine Bipolare

Sara aveva 53 anni, quando fu ricoverata nel mio ospedale.

Giusto un mese prima era già stata in un altro ospedale psichiatrico a causa di comportamenti bizzarri e pensieri di tipo allucinatorio; infatti, aveva strappato tutti i cavi elettrici fuori dei muri perché era convinta di sentire delle voci che venivano dai muri; inoltre non dormiva praticamente più, i suoi pensieri erano diventati velocissimi ed era molto irritabile. Durante quel ricovero le fu diagnosticato il Bipolarismo e le fu prescritto del Litio più un ansiolitico; la reazione di Sara ai medicamenti fu molto buona e così poté ritornare a casa.

 

Però Sara non accettava minimamente il fatto che ci fosse qualcosa che non era a posto in lei e così, anche mal consigliata da alcuni famigliari, che le dicevano che poteva farcela da sola e che i medicamenti servivano solo a generare ripetute visite “di controllo” dai medici, interruppe l’assunzione dei medicamenti. Dopo 4 settimane fu necessario il ricovero che la portò da me.

Quando la vidi per la prima volta Sara era estremamente paranoica; era sicurissima che tutti le volessero fare del male e cercava una via per scappare dall’ospedale; per quello che è dei pensieri allucinatori: era convinta di avere dei poteri particolari e che gli altri glieli volessero togliere. Alte volte appariva anche disorientata.

Nel tentativo di accertare con sicurezza cosa le stesse succedendo ordinai un esame SPECT, speravo anche di mostrarle i risultati.

 

Non fu facile mettere in opera la cosa; ci provammo tre volte; le prime due volte fummo costretti ad interrompere perché Sara si era strappata via l’intravenosa dicendo che stavamo cercando di avvelenarla; al terzo tentativo, la sorella di Sarà assistette e riuscì a farla restare calma descrivendole passo a passo tutto quello che stava succedendo.

 

I risultati dell’esame dimostrarono che c’era un’attività accresciuta nel sistema libico profondo, più pronunciata sul lato sinistro e una diminuzione di attività, ma irregolare , in vari punti della corteccia; dato che sapevo, per esperienza, che le malattie del tipo disordini ciclici dell’umore presentano queste caratteristiche, fu anche facile stabilire una diagnosi accurata.

 

La famiglia di Sara, quando presentai loro i risultati dello SPECT, e constatò che i problemi di Sara erano di origine biologica, decise di agire d’ora in avanti nel sostenere Sara a prendere le medicine e lei li ascoltò; io aspettavo solo che i farmaci agissero e che Sara migliorasse al punto che avrei potuto far vedere anche a lei i risultati dello SPECT e così feci.

A questo punto Sara poté capire la sua condizione e decise di continuare con i medicamenti e le visite di controllo.

Di regola faccio ripetere gli esami SPECT ai miei pazienti per seguire gli sviluppi dei cambiamenti apportati dai medicamenti. Il prossimo SPECT di Sara mostrava notevoli miglioramenti rispetto al primo, però aveva ancora un’area di attività accresciuta nel lobo temporale sinistro e si lamentava di avere ancora qualche sintomo di disorientamento. Cambiai le medicine prescrivendole del Depakote (acido valproico-valproato), che viene usato principalmente come medicinale anticonvulsivo, ma che è impiegato anche nel Bipolarismo. Non solo sparirono completamente i sintomi psicotici, ma anche il senso di disorientamento. Adesso sono passati 5 anni e a Sara è sufficiente una piccolissima dose di Depakote per condurre una vita assolutamente normale.

 

vista da sopra sotto dal vivo

Notate l’assorbimento parziale in tutta la corteccia cerebrale


 

 

Il caso di Sara illustra bene uno dei più significati problemi clinici delle persone con diagnosi di Bipolarismo. La malattia di norma risponde molto bene ai medicamenti e il problema nasce dal fatto che, appena la gente sta meglio, pensa di essere guarita e non si capacita di soffrire invece di una anomalia biologica perdurante, quindi smette di prendere i medicamenti. Dimostrando ai pazienti, SPECT alla mano, che si tratta di una anomalia fisica, che va tenuta sotto controllo sempre è più facile che capiscano che non c’è altra via; come pure realizzano finalmente che la loro malattia non dipende dalla loro buona o cattiva volontà.

 

Qui vi mostro altre due serie di immagini dagli SPECT di pazienti bipolari; le immagini sono state fatte durante una fase maniacale.

 

Rayan, 20 anni, presentava sintomi di illusioni di grandezza, pensieri rapidi, mancanza di sonno, irritabilità e agitazione; i genitori dissero che anche un nonno era bipolare.

 

 

Vista da sopra a sotto
Vista da sotto

lato sinistro vista dal vivo

notate il marcato aumento frammentario dell’attività in tutta la corteccia cerebrale

Carrie era al secondo anno d’ Università quando incominciò ad avere dei problemi: non dormiva per giorni, non riusciva più a concentrarsi e non frequentò più i corsi, incominciò 4 relazioni sessuali contemporaneamente e spese tutti i soldi che aveva a sua disposizione per l’intero anno accademico in soli tre mesi. Quando i genitori se ne accorsero portarono Carrie per una visita; lei stessa non aveva assolutamente la sensazione che qualcosa non fosse in ordine, le sembrava solamente di avere preso qualche decisione sballata, come avrebbe potuto fare chiunque della sua età; però i genitori continuavano a pensare che qualcosa era cambiato in Carrie. Era sempre stata una persona posata, prima degli ultimi mesi. Facemmo uno SPECT e si riscontrò un assorbimento irregolare in tutta la corteccia cerebrale. Il Litio aiutò Carrie moltissimo e poté perfino riprendere gli studi nel semestre successivo.

 

Vista tridimensionale dal vivo sull’asse sopra-sotto

Aumento dell’assorbimento a settori su tutta la superficie corticale

 

Schizofrenia

Un uomo di 35 anni, che viveva in strada, ci fu condotto per un esame dalla madre.

A quest’uomo era già stata diagnosticata una forma di Schizofrenia paranoide in varie occasioni; ma lui aveva sempre rifiutato i farmaci.

I risultati dei suoi SPECT mostrarono una chiara diminuzione di attività per tutta la corteccia cerebrale; lui vide questi risultati, vide cioè il suo stesso cervello in attività e decise di prendere finalmente i medicamenti, sotto la supervisione della madre.

Gli prescrissi dosi quotidiane di 4 mg. di Risperdione e dopo un mese egli aveva già avuto dei buoni risultati clinici, rifacemmo uno SPECT, e questa volta constatammo un significativo miglioramento dell’attività cerebrale. Il paziente stesso poté constatare visivamente i risultati del trattamento e decise di non lasciare più i medicamenti e di lasciarsi ulteriormente esaminare e curare.

 

(vista da sopra a sotto e della parte inferiore del cervello)

Prima del trattamento
Dopo il trattamento
Marcata diminuizione dell’attività di tutta la corteccia cerebrale
Marcato aumento dell’attività in tutta la corteccia cerebrale



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