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Incontri organizzati dal Servizio psichiatrico dell'ospedale San Martino


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Questa discussione ha avuto 2 risposte

#1 Mabiem

 
Mabiem

    Marilena

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Inviato 30 maggio 2011 - 09:34

ORISTANO. Il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) dell'Ospedale San Martino ha varato un progetto per lo studio ed il trattamento del Disturbo bipolare. Il progetto prevede un ciclo di incontri psicoeducazionali coordinato dagli psichiatri del servizio. Recenti studi hanno dimostrato infatti l'efficacia della terapia psicoeducazionale nel ridurre sensibilmente il numero e la frequenza delle recidive rispetto ai pazienti trattati esclusivamente con i farmaci. Durante gli incontri i pazienti si confronteranno con gli psichiatri del SPDC con l'obiettivo di migliorare progressivamente la conoscenza sia dei sintomi precoci della malattia che dei fattori di rischio cercando di prevenire le ricadute. «La terapia farmacologica è fondamentale ed insostituibile per curare il Disturbo Bipolare - sottolineano gli specialisti del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell'Ospedale San Martino - Tuttavia se ai farmaci è associata la terapia psicoeducazionale le ricadute, nelle fasi depressive o maniacali si diradano, gli intervalli di benessere, al contrario, si allungano ed i ricoveri si riducono: una condizione che consente indubbiamente una migliore qualità di vita per i pazienti. È opportuno ricordare che il Disturbo Bipolare è una malattia cronica, ricorrente: per questo è importante riconoscere precocemente i sintomi ed evitare stili di vita "sregolati" per prevenire le ricadute». Si parlerà dell'importanza di condurre uno stile di vita regolare e di come gestire lo stress. Il gruppo sarà formato da un massimo di 15 persone affette da disturbo bipolare, di età compresa tra i 18 e i 55 anni.
Previsti venti incontri, della durata di circa 90 minuti ciascuno, che si terranno ogni giovedì dalle ore 16.00 alle ore 17.30. La selezione dei partecipanti al gruppo avverrà in due successive fasi. Nella prima sarà l'utente con diagnosi di disturbo bipolare che, se interessato a partecipare al ciclo di incontri, potrà rivolgersi al proprio medico di famiglia. Il medico di medicina generale effettuerà una valutazione preventiva e, nel caso, invierà al Servizio psichiatrico diagnosi e cura il proprio assistito con la richiesta di partecipazione al corso psicoeducazionale. Sarà il Servizio a decidere. I medici di famiglia stanno ricevendo, da parte del Servizio psichiatrico, una lettera informativa in cui è illustrato il progetto, con l'invito a segnalare i pazienti ritenuti idonei a partecipare al corso.
7 marzo 2011

#2 Guest_Riccadb_*

 
Guest_Riccadb_*
  • Visitatore
 

Inviato 30 maggio 2011 - 11:55

Vorrei fare una puntualizzazione... per chi dovesse chiedersi perchŔ serva una selezione.

Ho partecipato ad una serie di incontri di psicoeducazione e a noi hanno spiegato che Ŕ un metodo utile per chi Ŕ in una fase "eutimica". Infatti tutto quello di cui abbiamo parlato in quest'anno era indirizzato al restare stabile, e non a stabilizzarsi. Inoltre credo che in una fase gi¨ o su si avrebbe una predisposizione diversa al confronto ed una luciditÓ non al 100% nel valutare se stessi.

Da noi Ŕ stato organizzato da un singolo medico, che ha valutato trai suoi pazienti e tra i pazienti dei suoi colleghi del CSM di quartiere chi avrebbe potuto trarre benefici dal percorso.

#3 Mabiem

 
Mabiem

    Marilena

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Inviato 30 maggio 2011 - 12:05

:thumbsu:

Vorrei fare una puntualizzazione... per chi dovesse chiedersi perchŔ serva una selezione.

Ho partecipato ad una serie di incontri di psicoeducazione e a noi hanno spiegato che Ŕ un metodo utile per chi Ŕ in una fase "eutimica". Infatti tutto quello di cui abbiamo parlato in quest'anno era indirizzato al restare stabile, e non a stabilizzarsi. Inoltre credo che in una fase gi¨ o su si avrebbe una predisposizione diversa al confronto ed una luciditÓ non al 100% nel valutare se stessi.

Da noi Ŕ stato organizzato da un singolo medico, che ha valutato trai suoi pazienti e tra i pazienti dei suoi colleghi del CSM di quartiere chi avrebbe potuto trarre benefici dal percorso.







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